Perche' sull'etichetta della carne ci sono quattro paesi diversi
Nato in Francia, allevato in Francia, macellato in Italia, sezionato in Italia: quattro informazioni diverse sullo stesso pezzo di carne. Non e' un errore. E' quello che impone la legge europea.
Guardi la confezione di carne e trovi: nato in Francia, allevato in Francia, macellato in Italia, sezionato in Italia. Non e' un errore o una stranezza. E' quello che il sistema europeo di tracciabilita' impone per la carne bovina fresca, refrigerata e congelata.
Per poter scrivere 'origine Italia' su una bistecca bovina, l'animale deve essere nato, allevato e macellato interamente in Italia. Se anche solo uno di questi passaggi e' avvenuto in un paese diverso, tutti devono essere dichiarati separatamente. Questo sistema e' nato dopo la crisi della BSE, l'encefalopatia spongiforme bovina, per garantire la piena tracciabilita' della filiera.
L'obbligo di indicazione dell'origine non riguarda solo la carne bovina. Ai sensi dell'Allegato XI del Regolamento (UE) n. 1169/2011, e' obbligatoria anche per le carni di animali della specie suina, ovina, caprina e per i volatili. La differenza rispetto ai bovini e' che per queste carni i requisiti specifici, spesso limitati al luogo di allevamento e macellazione, sono definiti da atti di esecuzione della Commissione Europea, mentre per i bovini e' obbligatorio dichiarare anche il luogo di nascita.
Ci sono pero' situazioni in cui l'origine puo' essere taciuta. Aggiungere sale o aromi a un pezzo di carne lo trasforma legalmente in 'preparazione di carne', e per le preparazioni di carne l'obbligo automatico dell'Allegato XI non si applica. Questo non significa pero' che il produttore possa fare quello che vuole: entra in gioco l'Articolo 26, paragrafo 3.
Questa norma stabilisce che se sull'etichetta o sul packaging compare un riferimento all'italianita' del prodotto, come il nome che suggerisce un'origine italiana o una bandiera, ma l'ingrediente primario, cioe' la carne che pesa piu' del 50% del prodotto, proviene da un altro paese, il produttore e' obbligato a dichiarare l'origine diversa di quell'ingrediente. Un hamburger non puo' chiamarsi 'italiano' o essere presentato con riferimenti all'Italia se la carne viene dall'estero, senza dichiararlo esplicitamente.
Le informazioni sull'origine fornite volontariamente, anche nelle preparazioni di carne, devono comunque essere veritiere e non ingannevoli, come previsto dalle pratiche leali di informazione stabilite dall'Articolo 7 del Regolamento FIC.
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